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Il mondo ONU: ruolo e struttura dell’organizzazione internazionale

Articolo di Custureri

La Carta delle Nazioni Unite è stata sottoscritta a San Francisco, negli Stati Uniti, il 26 giugno 1945, ed è entrata in vigore il 24 ottobre 1945. Con la ratifica di questo atto istitutivo da parte della maggioranza dei suoi firmatari, provenienti da ogni area del Mondo, e dai cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, veniva sancita la nascita ufficiale delle Nazioni Unite.
Nel 1971 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha raccomandato che il giorno della nascita dell’Organizzazione fosse osservato dagli Stati Membri quale pubblica festività. Quest’anno, quindi, la Comunità delle Nazioni Unite celebrerà il 73° anniversario della nascita dell’ONU.
“Noi popoli delle Nazioni Unite……..”: il preambolo della Carta delle Nazioni Unite inizia con queste semplici parole che hanno particolare risonanza. Questa frase racchiude in sé non solo i grandi ideali delle Nazioni Unite, ma suggerisce come gli stessi possano essere realizzati. La creazione delle Nazioni Unite e l’adozione della sua Carta, infatti, hanno rappresentato un grande risultato dopo tempi di guerra e di sconvolgimenti. Fin dalla sua fondazione l’ONU ha lavorato instancabilmente per mantenere le promesse contenute nella sua Carta, conseguendo importanti successi. Tuttavia, dopo più di 70 anni l’umanità continua a fronteggiare i conflitti, la fame, le malattie e le altre minacce connesse allo sviluppo di un mondo globalizzato ed in rapida evoluzione. La celebrazione mondiale dell’anniversario delle Nazioni Unite si propone, pertanto, non solo di onorare gli sforzi compiuti per lo sviluppo dell’Organizzazione, ma anche il lavoro svolto a salvaguardia della sicurezza globale e dei diritti umani, nell’intento di riunire la comunità internazionale sotto una causa comune in grado di garantire un’Organizzazione delle Nazioni Unite più forte al fine di realizzare un mondo migliore.
Sin dalla sua fondazione, infatti, l’ONU si è largamente adoperata per la promozione della pace e della sicurezza internazionale, rafforzando a tal fine un cooperazione internazionale maggiormente inclusiva di tutte le componenti presenti sulla scena della vita delle relazioni internazionali sulla base, da un lato, dei principi consacrati nella sua Carta istitutiva, dall’altro, concentrando il proprio intervento negli ambiti, di volta in volta, ritenuti di maggior rilievo negli ultimi anni, come la promozione dei diritti umani, con una particolare attenzione alle problematiche correlate alla tutela dell’ambiente, intesa non più solamente come protezione della natura, ma come vero e proprio diritto umano ad un ambiente salubre. Questa, allo stato attuale, è la più grande sfida che le Nazioni Unite si trovano oggi a dover affrontare.
L’interdipendenza tra i diritti umani e l’ambiente è infatti diventata innegabile. Un ambiente sano è necessario per il pieno godimento dei diritti umani, compresi i diritti alla vita, alla salute, al cibo, all’acqua e allo sviluppo. Allo stesso tempo, l’esercizio dei diritti umani quali l’informazione, la partecipazione, la libertà di espressione e di associazione, è fondamentale per la protezione di un ambiente sano.
Sfortunatamente, i legami tra diritti umani e ambiente sono spesso più evidenti quando i danni ambientali provocano malattie, distruzione e morte. Oltre un milione di bambini muoiono ogni anno solamente a causa dell’inquinamento atmosferico e idrico, e il cambiamento climatico, unitamente alla perdita della biodiversità globale, minacciano sia le generazioni future che quelle attuali. Cresce la nostra consapevolezza delle nuove minacce globali: ad esempio, la crescente ondata di inquinamento da plastica richiede maggiore attenzione e risposte efficaci.
Per raggiungere uno sviluppo sostenibile, è quindi necessario riconoscere l’importanza fondamentale della protezione dell’ambiente e dei diritti che da esso dipendono. Più di 100 Stati hanno già incluso il diritto ad un ambiente sano e sostenibile nelle loro costituzioni nazionali. Molti altri lo hanno riconosciuto nella legislazione nazionale o in accordi regionali.
Il Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani ha adottato risoluzioni che sottolineano l’interdipendenza dei diritti umani e dell’ambiente, e nel marzo di quest’anno ha rinnovato il mandato del Relatore speciale per i diritti umani e l’ambiente per altri tre anni. Allo stesso tempo, le Nazioni Unite hanno annunciato una nuova iniziativa per i diritti ambientali (Environmental Rights Initiative), che promuoverà nuovi right-based approaches in materia di politica ambientale.
È giunto, quindi, il momento per le Nazioni Unite di fare il passo successivo, che tanti dei suoi membri hanno già intrapreso individualmente. Riconoscere il diritto umano ad un ambiente sano e sostenibile non risolverebbe tutti i problemi ambientali. Ma chiarirebbe che un ambiente sano ha lo stesso livello di importanza degli altri diritti umani e che, come altri diritti, deve essere realizzato affinché tutti possano godere di una vita dignitosa, dell’uguaglianza e della libertà.
Nonostante molti siano ancora gli obiettivi da raggiungere, le Nazioni Unite hanno svolto un’opera imponente nel corso della loro storia. Si pensi che, ad oggi, l’Organizzazione fornisce cibo e assistenza sanitaria a milioni di persone in decine di paesi del mondo, è impegnata in operazioni di peacekeeping in molte zone del globo, combatte la povertà, la fame e aiuta lo sviluppo delle condizioni di vita di oltre un miliardo di persone.
Grazie alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e agli impegni degli Stati nei confronti dei suoi principi, è stata assicurata la dignità di milioni di persone, è stata alleviata la sofferenza umana e sono state poste le basi per un mondo più giusto. Mentre la sua promessa deve ancora essere adempiuta, il fatto stesso di aver resistito alla prova del tempo è la testimonianza della duratura universalità dei suoi valori perenni di uguaglianza, giustizia e dignità umana.

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